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Body Line in…forma

 

“Tennis Time” mese aprile-maggio 1989

Prof. Salvatore Buzzelli,  Settembre 1988

In questi ultimi anni è aumentato l’interesse scientifico per i problemi riguardanti il rapporto tra salute ed efficienza fisica, ponendo particolare attenzione  al ruolo che l’esercizio fisico esercita sul fronte della prevenzione e terapia di alcuni tipi di patologie, in particolare quelle legate all’apparato cardiovascolare, quelle metaboliche ed osteoarticolari.
Da molteplici ricerche è emerso infatti che esiste un rapporto significativo fra il livello di funzionalità cardiorespiratoria, alcuni fattori di rischio (colesterolo sierico,trigliceridi, glucosio ed acido urico, pressione sistolica, percentuale di massa grassa, peso, frequenza cardiaca a riposo, capacità vitale) e l’efficienza fisica.
Praticamente da queste analisi si evidenza che attraverso la riduzione dei fattori di rischio, un soggetto sano che si tiene fisicamente in forma può proteggersi indirettamente dalle malattie cardiache.
Uno degli elementi fondamentali che influiscono sull’efficienza fisica è la composizione corporea, cioè la massa grassa(che è costituita da tessuto adiposo) e la massa magra (per la maggior parte muscoli ed ossa). Una elevata quantità di grasso corporeo è strettamete correlta a numerose patologie, perciò si consiglia di tenere la percentuale di grasso nel corpo a livelli ragionevoli.
Oggi sono a nostra disposizione strumenti sofisticati che permettono di quantificare questo elemento in maniera molto precisa, consentendo al preparatore atletico di poter stabilire un piano personalizzato di esercizio fisico, finalizzato alla riduzione del peso corporeo e soprattutto della componente grassa.
Per effetto dell’attività fisica si può mantenere o aumentare la massa corporea magra, mentre il peso della massa grassa viene diminuito, cambiando così la composizione corporea.
Il principale fattore di questo fenomeno è riferibile alla quantità di calorie consumate (indipendentemente dal tipo di attività svolta) in rapporto alla quantità di di calorie ingerite.
Consumando una quantità extra di calorie (per l’attività fisica) in aggiunta a quelle necessarie per  le funzioni vitali (metabolismo basale) e riducendo l’apporto calorico (dieta) si può arrivare ad un bilancio energetico negativo, costringendo le fonti energetiche del corpo ad attingere energia della quale ha bisogno dalla demolizione dei grassi, in questo modo la componente adiposa del corpo diminuisce.
E’ dimostrato che anche la dieta, senza esercizio fisico, può ridurre il peso corporeo, ma in questo caso la perdita percentuale netta di grasso è minore in quanto c’è anche una diminuzione della massa muscolare.
Infatti il corpo per ottenere energia, oltre ai grassi, metabolizza anche la componente magra, perciò è opportuno che la dieta dimagrante sia accompagnata ad un piano di esercizio fisico.
Per quanto riguarda il fitness la chiave per ridurre il grasso crporeo a parità degli altri fattori è il costo energeticototale dell’attività fisica, cioè la quantità di calorie bruciate con l’esercizio.
Si consigliano almeno 3-4 sedute settimanali di allenamento per almeno 30 minuti e preferibilmente orientate alla resistenza generale ( esercizio aerobico continuato, corsa, bicicletta, ecc…) piuttosto che body-building: infatti è l’esercizio di bassa intensità che porta alla demolizione dei grassi corporei.

Comunque prima di iniziare qualsiasi piano di esercizio fisico è consigliabile eseguire una attenta visita cardiologica ed un test di valutazione organica che qualifichi la capacità aerobica (VO2 max e soglia anaerobica) e soprattutto per soggetti che hanno passato la trentina, l’uso del cardiofrequenzimetro.